L'Appunto di Aly Baba Faye

Elezioni americane: The Wright Factor

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Siamo ancora alle prese con le primarie per la nomination del candidato dei democratici e l’asprezza della battaglia tra i due contendenti Barack Obama e Hillary Clinton rischia di avere effetti negativi per il campo democratico. Sappiamo che è buona regola negli USA usare ogni mezzo per distruggere un avversario ed è quel che viene indicato come Character Assassination ovvero distruzione del personaggio. In questa ottica, diversi sono i misfatti che durante questa lunghissima campagna hanno avuto come obbiettivo di colpire un candidato. Diversi sono stati gli esempi cui far riferimento: a pubblicazione del libro del giornalista che provocò la Watergate su Hillary Clinton e la sua forte inclinazione a raccontare bugie. Secondo il tentativo da parte dello staff della Clinton di usare il secondo nome di Obama ovvero Hussein per suscitare perplessità o addirittura sostenere che in realtà è musulmano. Infine il cosiddetto scandalo sessuale di John Mc Cain. Tre episodi tra quelli più significativi che emergono dalla dialettica politica e nella pura logica appunto del Character Assassination ma che sembra non aver attecchito più di tanto. Ora c’è la variabile Jeremy Wright ovvero il pastore e padre spirituale di Obama da 20 anni che ha celebrato le sue nozze e battezzato le sue figlie. Jeremy Wright durante alcuni sermoni post 11 settembre aveva invocato la “maledizione dell’America” e sostenuto che 11 settembre è stato la raccolta di ciò che gli States avevano seminato nel mondo. Lo stesso Wright aveva sostenuto che Louis Farrakhan (un black muslim molto noto per la sua radicalità) è tra le figure più importanti del XX° secolo.

Dunque il caso Wright è entrato nella campagna per colpire il suo amico Obama. Il pastore interpellato di persona ha tenuto una conferenza stampa durante la quale ha ribadito per filo e per segno tutto quello per cui veniva accusato mettendo in forte imbarazzo Obama che a sua volta ha dovuto prenderne le distanze. Ora ci si chiede quale effetto avrà la variabile Wright nella corsa del senatore africano-americano ma è ancora presto per saperlo. Tuttavia ci sono alcuni dati sono già emersi su cui si potrebbe fare un ragionamento: secondo i sondaggi d’opinione della CNN,  6 americani su 10 hanno un opinione negativa su Wright mentre 4 su 10 (38%) sospettano di Obama dopo il caso Wright. Ora la vittoria di Obama a Guam non è un test sufficiente per valutare l’effetto Wright sulla corsa del candidato africano-americano. Forse occorre attendere domani quando si voterà nel North Carolina e in Indiana per valutare gli effetti reali del fattore Wright sulla corsa di Obama. Intanto, sempre secondo i sondaggi della Cnn metà degli americani pensa che una presidenza Mc Cain sarebbe diversa e migliore rispetto a quella di Bush. Come dire c’è da ricordarsi la favola che narrava di due ladroni che si litigano l’asinello senza accorgersi dell’arrivo un terzo ladro che se l’era porta via … Mi auguro che ciò non avvenga.

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Written by Aly Baba Faye

5 maggio 2008 a 15:23

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