L'Appunto di Aly Baba Faye

Calderoli Ministro? Scelta non opportuna.

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Il figlio di Gheddafi minaccia “ripercussioni gravi nei rapporti tra Italia e Libia se Calderoli dovesse diventare ministro del prossimo Governo“. Il motivo è noto a tutti e si riferisce al fattaccio di due anni fa quando Calderoli in diretta televisiva aveva offeso la comunità islamica con la sua maglietta anti-islam. Ciò determinò l’assalto all’ambasciata italiana con 11 morti e Calderoli dovette dimettersi. Ora nel momento in cui Berlusconi sta per predisporre la sua squadra di governo e tra i nomi che circolano c’è quel dell’ex ministro leghista che scatenò il putiferio, arrivano da Tripoli minacce di ritorsioni. Le reazioni di maggioranza e opposizione tutte concorde nel dire no a forme di ingerenze. Bene anzi benissimo! Ma va detto che la questione aperta va ben oltre il principio d’ingerenza negli affari interni di uno stato sovrano. Non credo questo sia il tema! La questione sollevata è più complessa e merita una riflessione seria se non si vuole nascondere sotto l’ombrello dell’orgoglio nazionale. Credo che l’ipotesi di una nomina di Calderoli andrebbe valutata in termini di opportunità politica non solo alla luce dei rapporti tra Italia e Libia ma in quanto determina il modello di politica estera che la nuova maggioranza di centrodestra vuole mettere in campo.

E del tutto evidente che un governo con Calderoli ministro rischia di non avere rapporti sereni con molti paesi e non solo quelli della sponda sud del mediterraneo perché sarebbe almeno sul piano simbolico un messaggio negativo in quanto riconferma di una logica di scontro e non una diplomazia che mira alla pace e al dialogo. Ed è questo il nodo di fondo da sciogliere al di là di dichiarazioni strampalate del Principino libico. Ci si aspetta dal prossimo governo italiano un ruolo in politica estera improntata alla credibilità e al senso di equilibrio. Questo è il nodo di fondo cui l’Italia è chiamata a rispondere. Infine è certo che Gheddafi Jr abbia sbagliato sul piano del metodo perché non è affatto ammissibile l’apertura di una crisi diplomatica preventiva con addirittura delle minacce di ritorsioni insomma un’inaccettabile ricatto politico. Dunque le sue dichiarazioni sono irricevibili e vanno respinte con garbo e determinazione. Tuttavia, al di là delle minaccie, rimane il merito della questione sollevata cioè l’opportunità o meno di nomminare una figura come quella di Calderoli. Non si può pretendere che sia del tutto insignificante la partecipazione o meno del principino leghista. Dunque si tratta di sapere quale segno la nuova maggioranza intende dare in materia di politica estera e che tipo di politica di vicinato vuol avere nel mediterraneo. Poiché la missione nobile della tradizione italiana era sempre basata sul dialogo e sulla pace allora credo che la nomina di Calderoli non sia opportuna se l’Italia vuol assolvere un ruolo da pivot nel contesto euro-mediterraneo con una politica estera e di cooperazione basata su l’etica del rispetto e di buonvicinato.

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Written by Aly Baba Faye

3 maggio 2008 a 13:42

Una Risposta

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  1. Condivido in pieno il pensiero sulla vicenda.

    Ho letto il tuo profilo, credo di averti intravisto all’incontro dei Giovani Sd a Roma del 25 gennaio scorso.

    Grazie per la visita ed il commento.

    Lefteca

    4 maggio 2008 at 00:01


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