L'Appunto di Aly Baba Faye

Dérive sécuritaire!

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Oggi il dibattito sulla sicurezza si è sovrapposto in maniera pericolosa alla presenza degli immigrati appunto lungo la linea di criminalizzazione della diversità etnica e culturale. Dunque, le politiche dell’immigrazione sembrano ruotare attorno ai concetti di ordine e legalità che, come dicono non sono né di destra né di sinistra. Anzi qualcuno si spinge fino a sostenere la dicotomia destra e sinistra sembra non avere più ragion d’essere. Già, siamo nell’era del post-ideologismo cioè quel nuovo pragmatismo che nega valore e senso alle ideologie facendosi essa stessa ideologia nel senso di falsa coscienza. E si dice che il consenso passa da qui ed è questa la New Deal post-ideologica. E’ giù di lì l’accanimento contro i lavavetri, i mendicanti, la segregazione dei rom fuori le mura della città, la cacciata quotidiana dei vu comprà nelle strade, senza contare l’aggressione continua dei media, i processi sommari nelle piazze pubbliche, negli autobus dove le molestie psicologiche contro gli immigrati sono diventate quotidiane. Si può dire di tutto contro Rom e contro i musulmani, tanto la colpo è loro che sono rom, o rumeni o musulmani e sono loro il problema, sono loro la causa del disordine e sono loro che turbano la quiete delle nostre famiglie. E allora rigore e determinazione per fare piazza pulita contro la nuova invasione dei barbari! Ma siamo certi che il sicuritarismo sia un buon investimento per la coesione sociale? Forse non importa! Quel che conta è la rendita elettorale che si può ricavare agitando questi temi sicurezza, ordine e legalità. Dunque via alla pulizia della “racaille” per usare un’espressione cara a Nicolas Sarkozy un modello da imitare.

Dando per scontato che legalità e sicurezza siano una condizione sine qua non dell’esistenza di una società ordinata, resta però la questione di sapere come garantire l’ordine. Come diceva Ghandi, dal mezzo si intravede il fine! Rammento che le dittature sono state finora i veri campioni del culto dell’ordine. Ahimé! anche le dittature non sono né di destra né di sinistra! Si può optare per la militarizzazione o per la segregazione, come si può immaginare forme di gestione inclusive per una convivenza civile nel rispetto reciproco. Rincresce il fatto che questa nuova escalation di populismo che fa leva sulla sicurezza abbia fortemente connotato un dibattito elettorale che ha visto il PD rincorrere il PDL a nome del pragmatismo. La legalità non è né di destra né di sinistra si sostiene in ogni occasione! Un’affermazione che mi pare del tutto inutile poiché trattandosi di un’ovvietà. Chiunque sa che una società non regge se non sotto il dominio della legge. Ma temo che dietro la riaffermazione di queste ovvietà ci sia un tentativo di legittimazione di politiche reazionari contro le popolazione immigrate individuate come capri espiatori per coprire i fallimenti della politica. L’invocazione bipartisan della tolleranza zero come l’architrave della nuova One Best Way del modello di governance necessita di una delicatezza che se qualche leader politico può avere chiaro non è detto che i capi-popolo che guidano le rivolte nei quartieri lo abbiano. Ed è con questa volontà di potenza che si espone alla violenza molte persone portatrici di diversità e si alimentano le pulsioni meno nobili dei cittadini. Vorrei continuare a credere che nella cultura politica vi sia spazio per delle politiche di sistema, rigorose e sostenibili al di là del baratro tra lassismo e razzismo. Dunque, non è più accettabile né la politica dello struzzo né la logica del capro espiatorio. La pur legittima ricerca del consenso non può essere ridotta a mero consensualismo pena scivolare nella demagogia e nel populismo. Si sa che la richiesta di repressione contro i delinquenti (naturalmente stranieri!) si rivela di fatto come un’aggressione morale nei confronti di tutti gli immigrati anche onesti. Insomma, la stigmatizzazione della diversità mette a rischio la sicurezza di ogni immigrato e aumenta l’insicurezza di tutti. Ma forse le preoccupazioni delle popolazioni immigrate non sono più degne dell’attenzione della politica. E dunque va bene quando i cittadini promuovono ronde, presidi padani, battute di caccia allo straniero, molestie psicologiche e segregazioni contro i musulmani. Se questa è la nuova stagione che si profila, allora si deve sapere che è un’enormità che può risvegliare tentazioni neo-fasciste. Forse è bene ricordare, come diceva Martin Luther King che “tutte le cose che Hitler ha fatto in germania aveva una base di legalità“.


Articolo uscito su “Aprile Online!

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Written by Aly Baba Faye

29 aprile 2008 a 23:32

Una Risposta

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  1. «Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fu contento perché rubacchiavano.

    Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

    Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

    Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

    Un giorno vennero a prendermi e non c’era rimasto nessuno a protestare».

    Bertold Brecht

    Aly Baba Faye

    24 maggio 2008 at 23:36


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