L'Appunto di Aly Baba Faye

Libera circolazione sì o no?

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La proposta di Roberto Maroni, ministro dell’interno in pectore, di blocco della libera circolazione dei cittadini all’interno del territorio dell’UE fa discutere. Sull’argomento sono intervenuti autorevoli membri del Governo Rumeno i quali fanno sapere che una simile proposta non può andare oltre il perimetro della propaganda in una campagna  elettorale e che la reintroduzione dell’obbligo del visto d’ingresso è semplicemente irricevibile. Gianfranco Fini interviene sull’argomento per segnalare l’esigenza di apportare modifiche in sede europea a quanto era stabilita con gli Accordi di Schengen. E poi ancora interviene Marina Sereni (PD) che replica a Fini che indietro non si torna e che l’acquis communiautaire relativo alla libera circolazione va preservato. Un altro esponente del PD, Sandro Gozi Presidente uscente della commissione parlamentare per l’attuazione degli Accordi di Schengen si spinge più in là lanciando l’esigenza di varare un disegno di legge sulla banca dati del DNA. Su questi termini del dibattito ci si chiede se siamo in una normale dialettica elettorale fatta da propaganda politica come sostengono dalle parte di Bucarest oppure siamo di fronte ad una proposta che il prossimo governo intende perseguire e che l’opposizione avverserà con tutte le sue forze.

Considerando che la libertà di circolazione è uno dei capisaldi dell’UE assieme alla moneta unica e entrambi sono elementi qualificanti del processo di unificazione è necessario un confronto all’insegna della pacatezza. Va detto che qui non siamo nel dibattito classico riguardante il modello di unificazione cioè se debba essere un’Europa Federale o un’Europa delle nazioni cioè quello che gli esperti hanno declinato in una dicotomia tra un’Europa minima necessaria oppure l’integrazione massima possibile. Su questo punto la posizione della Lega  Nord è nota da tempo ma la proposta Maroni muove da altri presupposti e riguarda l’esigenza di dare risposte al problema della sicurezza urbana e la lotta alla criminalità legata all’immigrazione. Da questo punto di vista, fermo restando l’acquis del processo di costruzione europea, la mia idea è che una revisione della norma sulla libera circolazione potrebbe essere fatta in un’ottica di cooperazione giudiziaria e di prevenzione, e in tal senso potrebbe essere utile per “bloccare le esportazioni di criminali” da uno stato membro verso altri. Per questo potrebbe essere necessaria una nuova Direttiva europea che introduca emendamenti correttivi magari escludendo dal godimento di questo diritto quei cittadini che sono macchiati di reati gravi (omicidio, stupro, riduzioni in schiavitù, rapina a mano armato ecc…). Dunque non un blocco sic et sempliter ma una revisione della norma sulla libera circolazione non è solo una boutade propagandista da bollare come anti-europeista ma un tassello di cooperazione giudiziaria per la sicurezza. Questione di prevenzione.

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Written by Aly Baba Faye

25 aprile 2008 a 15:24

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