L'Appunto di Aly Baba Faye

Prodi lascia la presidenza del PD!

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La notizia delle dimissioni di Romano Prodi da Presidente del Partito Democratico è filtrata in mattinata ed è stata data nell’edizione del TG di La7 alle 13.00. Poi puntuale è arriva la smentita del suo portavoce e poi ancora finalmente la conferma  verso le 15.30 del diretto interessato che dice di averlo già comunicato a Veltroni a Pasqua. Dunque Romano Prodi si fa da parte. La motivazione è che “tocca ad altri la responsabilità politica di presiedere il PD, sarò sostenitore e darò un contributo di elaborazione e proposte“! Ora ci si chiede quale sia il significato politico da attribuire a questo suo gesto? Probabilmente una scelta per favorire il rinnovamento della classe dirigente coerente con la decisione di non ricandidarsi al Parlamento. Ma il gossip politico veicola l’idea che il gesto risenta di un disagio rispetto al giudizio che attribuisce la causa della sconfitta elettorale del PD all’operato del suo governo. Comunque sia il gesto di Prodi offre a ciascuno la possibilità di una valutazione del suo ruolo politico negli ultimi 15 anni.

A me pare che Prodi abbia avuto un ruolo decisivo nella vicenda politica italiana. Sarà ricordato non solo come un buon governatore ma anche come un grande leader politico, un condottiere che ha saputo raccogliere i cocci del sistema partitico dopo la crisi di Tangentopoli e li ha trascinato in un laboratorio innovativo al servizio del paese. Dall’Ulivo all’Unione passando per la FED, il Professore è stato un grande “rassembleur” per l’area del centrosinistra. Ha vinto due volte le elezioni politiche e ha contribuito a creare una cultura riformista. Come uomo di Governo ha fatto anche delle riforme importanti e cosa più importante ha contribuito a creare una cultura di governo basato sulla responsabilità rompendo con le logiche di “deficit spending” con politiche di risanamento. Peccato che non abbia avuto mai la possibilità di terminare un mandato. Come leader politico è stato un grande innovatore non solo per le formule di alleanza che ho ricordato ma anche per aver introdotto nuove modalità di esercizio della democrazia come sistema basato sulla partecipazione. Infatti, è stato lui l’uomo che introdotto le primarie per la scelta del leader e poi l’idea della Fabbrica del Programma come luogo aperto di incontro, di elaborazione e proposte. Insomma Il professore ha lasciato un’impronta positiva nella cultura e nell’organizzazione della politica, quanto basta per un giudizio benevolo sul servizio reso al paese. Mi auguro che i libri di storia della Repubblica gli riservino il posto che gli spetta. Questione di riconoscimento!

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Written by Aly Baba Faye

16 aprile 2008 a 16:08

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