L'Appunto di Aly Baba Faye

La vicenda Sofri, una lezione morale

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Nel paese dell’impunità, dove ladri e assassini girano tranquilli, c’è la vicenda di un uomo accusato di essere il mandante morale di un delitto e rinchiuso in galera. Durante il suo soggiorno carcerario gli viene offerto la grazia che giustamente rifiuta non ritenendosi colpevole. Sofri non ha commesso il delitto ma è ritenuto il “mandante morale”. Oggi quell’uomo ha finito di scontare la pena e “ritrova” la “mobilità” cui è stato privato da una sentenza di condanna. Dico questo perché ho l’impressione che Sofri non abbia mai perso il suo essere un uomo libero. Senza entrare nel merito di considerazioni processuali o l’affare in cui viene interpellato per “responsabilità morale”, resta il fatto che in questa vicenda il concetto di responsabilità morale resta una nebulosa che viene sconfitta dall’intelligenza dell’imputato. Infatti, la dimensione comportamentale di Sofri ricorda sia la resistenza non violenta di Ghandi sia la lotta libertaria di Nelson Mandela. Insomma se c’è una lezione che spicca in questa vicenda è certamente la moralità di un uomo e il suo senso della libertà. La sua presenza nei media con interventi di grande elevatura intellettuale ci hanno edificato sull’uomo e la sua visione. Per me la sua vicenda resterà associata alla dignità e alla coerenza dell’imputato ma anche alla fragilità della giustizia degli uomini. Lo Stato non sempre può privare la libertà agli uomini. Tra l’altro Sofri interveniva nel dibattito pubblico tutti giorni con i suoi interventi nei media che sono di un alto spessore intellettuale. Ora che Adriano Sofri può muoversi geograficamenet non posso che esserne felice e pensare che la libertà sia un concetto alto che va oltre la mobilità non controllata. Questione di Valore!

Scritto da Aly Baba Faye

16 gennaio 2012 a 17:55

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