Archive for Ottobre 2008
Obama: La grande attesa
Mancano 4 giorni all’election day. Siamo in molti ad attendere il verdetto favorevole. L’ansia dell’attesa c’è per molti. E questa volta non solo per i cittadini americani. Possiamo dire che questo non è un appuntamento elettorale come gli altri. E’ di fatto la prima elezione globale. E ciò per ovvie ragioni che riguradano il dopo Bush ma anche il personaggio di questa tornata elettorale Barack Hussein Obama ,un vero cittadino del mondo. Mai un’elezione presidenziale aveva coinvolto così tanta gente nei cinque continenti. E’ il caso di dire che la Storia va avanti a dispetto di coloro che in questi giorno parlano di fine della storia anche per confutare la tesi di Fukuyama sulla fine della storia. Quel che è certo è che potremo vedere aprirsi una nuova pagina della politica mondiale se mercoledi mattina il mondo si sveglierà con una nuova leadership mondiale che ha il volto di un meticcio nato ad Honolulu negli Hawaii, da padre keniota e madre del Kansas, e cresciuto in Indonesia. Un buon auspicio per un nuovo corso all’insegna della pace ce del dialogo. Un modo che meglio non si può per chiudere la pagina distrosa della politica dei neocons. Dunque un sogno per uscire dall’incubo. Mi auguro che la maggioranza degli americani veda questa prospettiva . Questione di speranza.
Spazio: India sulla luna!
Nuova Delhi, 22 ott. (Ap) – Con il lancio, riuscito, di una sonda spaziale senza uomini a bordo, l’India entra nel club dei paesi spaziali. La sonda Chandrayaan-1 sta dirigendosi verso la Luna, che circumnavigherà per circa due anni. Lo ha riferito il centro spaziale indiano di Sriharikota, nell’India orientale.
L’obiettivo della missione è di ridisegnare la cartografia della superficie lunare e di ciò che si trova appena sotto la superficie. Chandrayaan in sanscrito significa “veicolo spaziale lunare”. “E’ un momento storico per l’India” ha dichiarato il presidente dell’Organizzazione di ricerca spaziale indiana (Isro), Madhavan Nair, il quale spera che la spedizione permetterà di “svelare i misteri della Luna”.
La sonda pesa una tonnellata e mezza e trasporta undici strumenti scientifici, tre dei quali dell’agenzia spaziale europea (Esa) e due dell’agenzia spaziale statunitense (Nasa).
Uno degli strumenti è uno spettrometro ad alta risoluzione che analizzerà la composizione in minerali. Un altro strumento è un mini-radar che cercherà di individuare depositi di ghiaccio nelle regioni polari.
L’India ha l’ambizione di raggiungere le grandi potenze mondiali nella corsa allo spazio, come hanno fatto recentemente la Cina e il Giappone. Che dire? Questione di potenza!
Soyuz, il Potere Rosso!
Dopo la Cina (vedi il post China, the yellow power) tocca alla navicella spaziale russa. Soyuz ha portato nello spazio il ”turista” miliardario statunitense Richard Garriott. Il lancio e’ avvenuto in orario, alle 13:03 locali (le 09:03 in Italia) e ora la Soyuz Tma-13 trasportera’ Garriott, il cosmonauta Iuri Lonciakov e l’astronauta Michael Fincke alla Stazione spaziale internazional. Che dire? Voilà anche la vecchia potenza rossa c’è e guarda al futuro. Questione di posizionamento!
Nobel per l’economia a Krugman: Viva Keynes!
Il premio Nobel per l’Economia è stato assegnato quest’anno allo statunitense Paul Krugman, storico oppositore della politica economica ed estera di Bush e noto come economista neo-keynesiano, teorico cioè dell’intervento dello Stato per regolare il mercato. Il riconoscimento, ha reso noto l’Accademia Reale Svedese delle scienze, è stato attribuito all’economista per i suoi lavori sugli scambi commerciali internazionali. Nato nel 1953 a Long Island, Krugman è professore all’università di Princeton (ma per molti anni al Mit) ed editorialista del New York Times, Krugman; in passato è stato consigliere del presidente Reagan.
Noto anche per i suoi libri di testo sulle crisi valutarie e sull’economia internazionale, Krugman è stato critico della New Economy degli anni novanta.
Il suo testo Economia internazionale: Teoria e Politica (scritto insieme a Maurice Obstbeld) è un libro di testo molto diffuso riguardante, appunto, l’economia internazionale. Nel 1991 ha ottenuto il prestigioso riconoscimento denominato John Bates Clark Medal dall’Associazione americana per l’economia. La filosofia economica di Krugman può essere descritta come neo-keynesiana. Dunque un riconoscimento anche a Keynes? Questione di visione!
Usa 2008: The Race Factor!
Dunque a poco meno di 3 settimane dal voto per l’elezione del 44° presidente degli USA, il fattore razziale sta entrando in gioco. Pare, infatti che l’unico punto su cui possono far leva gli avversari per impedire l’elezione del primo presidente nero è agitare lo spauracchio della razza. Dunque un sottofondo di razzismo per scongiurare una vittoria di Barack Obama. Per il quotidiano New York Times la campagna elettorale del ticket repubblicano composto da John McCain e Sarah Palin è una delle peggiori di tutti i tempi per la sua scorrettezza e i toni negativi che ha assunto. “Sono andati ben al di là della dichiarazione presa fuori contesto o la distorsione dei fatti, entrando nel territorio buio del razzismo” si legge nell’editoriale di ieri. In particolare il Times critica Sarah Palin, “i cui discorsi sono diventati una dimostrazione di rabbia e insulti“, ricordando una delle ultime frasi da lei pronunciate contro Barack Obama, nella quale lo definisce “un uomo che non vede l’america come la vediamo io e voi“. Le dichiarazioni della candidata alla vice presidenza hanno addirittura scatenato reazioni estreme durante alcuni comizi, come quando una persona tra il pubblico si è messa a gridare “uccidetelo” in risposta agli attacchi pronunciati da Palin contro Obama, mentre altri presenti hanno insultato un operatore televisivo afro-americano.
Una ricerca condotta dalla Stanford University e Associated Press ha stimato che se Barack Obama, il candidato democratico alla Casa Bianca, avesse la pelle bianca, il 4 novembre avrebbe il sei per cento di voti in più. Dunque l’importanza della questione razziale è una delle molte incognite: sono reali i sondaggi di opinione che da settimane ormai indicano in Obama, il primo aspirante presidente di colore, come il favorito? David Gergen, ex consigliere di Richard Nixon, Gerald Ford, Ronald Reagan e Bill Clinton, è convinto che sia “troppo presto per dichiarare Obama il vincitore, perché Obama ha la pelle nera“. Commentando per Cnn il secondo dibattito con il rivale John McCain, Gergen ha sottolineato come Obama abbia ormai “convinto gli americani sul fatto che sarebbe un buon presidente” ma il vantaggio nei sondaggi potrebbe non essere reale: “l’essere nero gli potrebbe costare sei punti percentuali” e Gergen non esclude la grande sorpresa a novembre con McCain al traguardo spinto dal razzismo silenzioso dell’America. Nel frattempo il candidato democratico alla Casa Bianca ha staccato il rivale repubblicano di undici punti. Lo suggerisce un sondaggio condotto dall’istituto Gallup. Se le elezioni si tenessero oggi Obama otterrebbe il 52 per cento dei consensi contro il 41 per cento di McCain. Dunque incrocciamo le dita… Questione di scaramanzia!

