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Travaglio: Moralsuasion?

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Si può diffamare una persona fosse l’ultimo cittadino? Certamente no. Si può usare la tribuna della TV pubblica per dare informazioni seppur scomode sul Presidente del Senato, la seconda carica dello Stato? Senza dubbio sì. In una democrazia matura dove è garantita la libertà di espressione una simile domanda è del tutto fuorviante. Le parole di Marco Travaglio su Renato Schifani presidente del Senato sono pesanti e troppo colorite. Ma la questione resta quella di sapere se le affermazioni pubbliche di Travaglio sono vere o non? Se sono vere allora siamo nel legittimo diritto dovere di un giornalista di dare una informazione di rilevanza politica. E in questo caso allora bisognerebbe essere grato a Travaglio che con coraggio ha fatto prova di grande sensibilità deontologica avendo svolto un vero servizio pubblico. Se invece le sue sono illazioni senza fondamento allora è bene che l’accusato eserciti il suo diritto di difesa in tutte le sedi opportune compresa quella giudiziaria e per converso anche l’ordine dei giornalisti debba decidere sanzioni disciplinari. E anche il servizio vigilanza della RAI sarebbe pienamento legittimata ad intervenire assolvendo il suo compito di vigilare sulla trasparenza e la correttezza del servizio pubblico. E’ del tutto evidente che i cittadini/utenti non paghino il canone per consentire un attacco alle istituzioni ma è altrettanto vero che piacerebbe un servizio pubblico che racconti la verità sulle istituzioni e sulle persone che le occupano. Dunque attacco alle istituzioni o verità sulle istituzioni? Questo è il nodo che si cela dietro il caso Travaglio e tutte le altre affermazioni che abbiamo sentito sono sirene che destano sospetto che si tratti di un sussulto reazionario contro ciò che una certa politica vive come lesa maestra e un tentativo conseguente di moralsuasion. Che Fabio Fazio chieda scusa lo si può ammettere solo se riguarda il tono e il linguaggio usato da Travaglio altrimenti la sua pubblica ammenda lascia il sospetto che si stia consumando qualcosa di davvero preoccupante. Fermo restando il dovere di Fazio di invitare Schifani a dimostrare pubblicamente che quelle affermazioni di Travaglio siano diffamatorie e non abbiano nessun tipo di fondamento. Infine colpisce le reazioni all’unisono (tranne Di Pietro!) dei politici che solidarizzano con Schifani contro le verità presunte (?) di Travaglio. Capisco che siamo entrati nell’era del bon ton e della solidarietà tra colleghi ma ciò non può essere un pretesto per imbavagliare un giornalista che professa verità scomode perché in rischio non è solo Marco Travaglio ma la democrazia in questo paese.

Written by Aly Baba Faye

Maggio 12, 2008 a 7:50 am

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