Il Blog di Aly Baba Faye

E Pluribus Unum

Curva Nord: La presa del Formello

lascia un commento »

La Juve sta male ma la Lazio sta ancora meglio. E gli acquilotti stanno  davvero nel pallone. L’attivismo della Curva Nord ha qualcosa su cui varrebbe la pena offermarsi. L’orizzonte della Lazio in serie B sembra una prospettiva isastrosa  e persino degli effetti della crisi, del calo dell’occupazione, della chiusura di Termini Imerese ecc… E’  questa prospettiva mobilita tanti tifosi. Non pensabile la Lazio in serie B.  Per questo un gruppo di tifosi oggi ha presa d’assalto Formello e ha impedito l’allenamento della squadra. La ragione? Vogliono la testa del presidente Lottito. E’ lui il colpevole. Ma la cosa più sconvolgente è la minaccia dei tifosi di non votare la candidata del centrodestra alle elezioni regionali Renata Polverini. Ma che c’entra verrebbe da dire? C’entra e come. Per gli acquilotti è stato Storace ad avere aiutato Lotito a comprare la Lazio. Dunque ad avere “data una sola” ai tifosi è stata proprio la destra la quale deve riparare i danni causati costringendo il presidente a dimettersi. Una richiesta di empeachment che la Destra romana deve assumere nei confronti del presidente pensa una retorsione elettorale. E porca l’esca! Il sindaco Gianni Alemmano interviene subito per dire che una soluzione va trovata al più presto. E già! Pare che la curva nord valga 80 mila voti per la destra romana. Un patrimonio che, in tempi di elezioni, non si può disperdere. E come dice un mio carissimo amico che di curva nord se ne intende: “qui la cosa sta diventando molto seria“! Ebbene sì è sempre grave quando si tocca il pallone! Della serie levateci tutto ma non il pallone. Insomma “don’t Touch my ball”. Questione di divertimento!

Written by Aly Baba Faye

febbraio 9, 2010 alle 8:44 pm

Tettamanzi for President!

lascia un commento »

Il cardinal Tettamanzi non manca occasioni per fare incursioni nella vita politica. Egli non ci fa mancare la sua opera di evangelizzazione in tempi di crisi dei valori e di decadenza della moralità pubblica. Mi viene da dire grazie  e se non ci fosse Tettamanzi bisognerebbe inventarlo. Nell’incontro di oggi con gli eletti e gli amministratori lombardi ha tenuto un discorso semplice ma forte sul ruolo della politica. Il Cardinal Tettamanzi ha esortato cristiani e laici a porre al centro dell’impegno politico i bisogni dei più deboli e la dignità umana. E come spesso accade le sue prese di posizioni sono sempre salutate con favore dai molti cittadini. Ma non è una novità che autorità religiose intervengano con richiami alla responsabilità della politica. Era capitato spesso e capita ancora che il declino o la “morte” della politica consegni la battaglia civile alla religione. Il rapporto tra politica e religione spesso avviene nel solco di questa logica di supplenza. Dunque al netto della stima personale di Tettamanzi mi sembra che la sua “stima politica” vada di pari passo con la debolezza della sinistra italiana. Oggi la difesa dei deboli e l’affermazione della dignità delle persone sono il metro di misura di un processo di involuzione e di regressione sociale che la politica (e la sinistra in particolare) non hanno saputo affrontare concretamente. Ora che ci dobbiamo affidare all’autorità religiosa per una moralizzzione della vita pubblica non è certamente una buona cosa per la politica. Ma in attesa di avere una nuova politica credibiile teniamoci stretti i vari Tettamanzi che fungano da baluardi della vita civile. Questione di autorevolezza!

Written by Aly Baba Faye

febbraio 6, 2010 alle 2:11 pm

Emigrazioni: esempi di sogni infranti

lascia un commento »

Qui di seguito due storie che riguardano due miei connazionali. Entrambi “emigrati” delusi che cercano di ritornare a casa. Di seguito le due storie.

Stanco di vivere in Italia

Nel 2003 era arrivato dal Senegal in Italia, probabilmente come clandestino. Poi era riuscito a mettersi in regola con il permesso di soggiorno. Sognava un lavoro, una famiglia e un’esistenza normale, ma da qualche tempo le vicissitudini della vita e la crisi economica lo avevano messo in ginocchio. Senza lavoro e senza casa era precipitato sempre più in basso. Viveva per strada arrangiandosi in qualche modo per sopravvivere. Senza fissa dimora e senza occupazione dal 2007 quindi non aveva più potuto chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno. La Polizia lo avevano fermato solo una volta ed essendo senza permesso era stato colpito da un ordine di espulsione, al quale non aveva ottemperato. Nessun precedente penale a suo carico. Nei giorni scorsi si è autodenunciato alla questura di Brescia. “Non ce la faccio più a continuare così”, ha spiegato agli agenti, “sono stanco di vivere in Italia e stanco di vivere in questo modo”. Così S.A. senegalese di 39 anni, ha chiesto di essere rimpatriato. Gli agenti lo hanno accompagnato a Malpensa ed un volo lo ha riportato in Senegal.
Fonte: il Blog L’Antefatto (il Fatto quotidiano 2 settembre 2009)

 

Clandestino senegalese vuole lasciare l’Italia ma viene arrestato all’aeroporto

Khadim stava tornando in Senegal ma è finito in manette per non aver lasciato l’Italia, ora sarà 7 mesi a nostre spese; una storia incedibile: dal carcere aveva fatto richiesta per lasciare l’Italia ma non gli è stato consentito perché deve scontare una pena per non aver lasciato il nostro paese.Dopo otto anni da clandestino in Italia, aveva deciso di tornare a casa sua, in Senegal, acquistando di tasca propria un biglietto aereo. Ma secondo le leggi dello Stato può tornare in patria solo da espulso. Cioè fra sette mesi, dopo un regolare arresto, il tutto a spese della collettività.
Questa la storia, tra dramma e barzelletta di Khadim, cittadino senegalese di 41 anni. L’ha denunciata Angiolo Marroni, Garante dei detenuti del Lazio .
Giunto in Italia otto anni fa dal Senegal, Khadim ha vissuto e lavorato a Napoli senza essere messo in regola, perché il permesso di soggiorno non lo ha mai avuto. Non ha mai commesso reati e ha tentato di costruirsi una vita sociale. Ma nonostante questo Khadim viene raggiunto da diversi decreti di espulsione che portano alla condanna di sette mesi di reclusione, senza che lui ne abbia mai avuto conoscenza. Quando decide di tornare in Senegal, viene aiutato dagli amici italiani a comprare il biglietto dell’aereo. Ma all’aeroporto di Fiumicino è tratto in arrestato e trasferito al carcere di Civitavecchia. Qui deve scontare la condanna a 7 mesi per non aver ottemperato ad una espulsione che, per altro, stava volontariamente eseguendo.
In carcere Khadim chiede l’espulsione come misura alternativa sperando di porre fine a questa sfortunata avventura. Ma la sua istanza viene respinta dai magistrati sul presupposto che, per la “Bossi-Fini”, questo tipo di misura alternativa non può essere concessa a chi non ha ottemperato all’espulsione.
«In sostanza – ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni – Khadim che stava lasciando l’Italia è ora recluso in un carcere per non aver lasciato il nostro paese. Dal carcere ha fatto richiesta per lasciare l’Italia ma non gli è consentito perché deve scontare una pena per non aver lasciato l’Italia. Quella che denunciamo sembra una storia senza senso ma è la realtà di una legislazione che, in tema di immigrazione, fra carcere e C.I.E., sembra accanirsi contro i cittadini stranieri fino a prevedere inutili pene afflittive ed ulteriore sofferenza. Forse sarebbe necessario studiare maggiormente gli effetti pratici di alcune leggi, per evitare, ancora una volta, di risolvere un fenomeno di rilevanza sociale ed economica come l’immigrazione facendo ricorso al carcere».
Fonte: Dal Blitz quotidiano

Written by Aly Baba Faye

febbraio 4, 2010 alle 11:09 am

Massachusetts: La prima sconfitta!

lascia un commento »

Massachusetts, il santuario democratico dei Kennedy, lì è stata la prima sconfitta del Presidente Barack Obama. La prima nota negativa da quando è decollata la scia positiva della sua vicenda politica. La perdita del seggio che fu di Ted Kennedy, uno dei suoi primi sponsor, è un fatto rilevante sia dal punto di vista simbolico che politico. Con le scelte fatte nella gestione concreta del potere, l’obamismo è passato dall’idillio politico al vaglio dei comportamenti che ne traducono la sostanza. E così Barack Obama riceve la sua prima punizione elettorale da presidente. Ora le ragioni di questa sconfitta possono essere tante. Ma quel che si può immaginare è che il nodo di fondo della lettura politica che ha portato alla sconfitta riguarda certamente la guerra in Afghanistan la quale si sta rivelando una “wargate” per il premio Nobel per la pace. I giudizi dell’elettorato sembrano andare in due direzioni opposte: da una parte i liberals lo considerano guerrafondaio al pari di Bush mentre i simpatizzanti del GOP ma anche alcuni independents lo ritengono un presidente debole che non è in grado di assolvere alla funzione di Comandante in capo. Ma si sa che per i Democrats la guerra e la religione sono state sempre spine al fianco. E qui sprecano i riferimenti alla letteratura che trattano del God’s Problem ma anche del War Matter. Barack non è potuto sfuggire alla maledizione politica dei democrats. Ora si spera che l’Afghanistan non diventi un nuovo Vietnam e il rischio c’è. Non mi resta che invocare un pò di baracka per Obama! Questione di amicizia!

Written by Aly Baba Faye

gennaio 21, 2010 alle 5:04 pm

L’Italia non è un paese razzista ma un paese con tanto razzismo

con un commento

“L’Italia non è un paese razzista. L’Italia è un paese che oggi è attraversato da un rigurgito razzista e da un’onda xenofoba”. E’ quel che ho detto ad un giornalista in risposta alla denuncia dell’Osservatore Romano. Una denuncia assai forte se si considera l’autorevolezza della fonte e il suo tradizionale moderatismo (nel senso buono della parola). Capisco la denuncia e la condivido nella sostanza ma credo che le parole usate risentono di una provocazione volta a scuotere la coscienza civile del paese. Ma letteralmente non è corretto dire che l’Italia è un paese razzista. Un paese viene definito razzista se ha un ordinamento basato sulla segregazione razziale. Per intenderci la Germania nazista, gli Usa ante-diritti civili oppure il Sudafrica ai tempi dell’Apartheid. L’Italia è un paese democratico (o “a democrazia limitata”) e che ha formalmente una Costituzione inclusiva e antirazzista. Detto ciò oggi in Italia c’è un rigurgito razzista e un’ondata xenofoba con proporzioni mai viste prima d’ora. Ma ciò non autorizza nessuno a bollare tutto il popolo italiano come razzista. Il razzismo è un sentimento soggettivo e perciò non si può fare di tutta l’erba un fascio. E’ passata in maniera subdola che in questo paese ci sono persone di serie B le quali non hanno la stessa dignità. A questa hanno contribuito sia le speculazioni politiche che le campagne allarmistiche. Ora quel che è successo a Rosarno ci deve indurre ad agire per arginare il razzismo strisciante e a riflettere su un nuovo progetto paese. Serve una nuova pedagogia del “fare comunità” per cominciare ad assumere una nuova visione cosmopolita come cimento di un destino comune. A questo dovrebbe servire una classe dirigente: Questione di lungimiranza!

Written by Aly Baba Faye

gennaio 13, 2010 alle 4:27 pm

Negri d’Italia!

lascia un commento »

Succede oggi in questo paese che se sei nero e ti gridano per un’ora cori razzisti e alla fine ti incazzi, devi pagare una multa e chiedere scusa.

Succede oggi in questo paese che quando ti sparano con pistole ad aria compressa dopo che sei stato tutto l’anno il bersaglio preferito delle sassate di giovani di buona famiglia e ti incazzi sei bollato come violento.

Succede oggi in questo paese che quando ti ribelli allo schiavismo e alla mortificazione della tua dignità devi subire anche una pubblica condanna.

Perciò succede oggi in questo paese che un ministro dell’Interno denunci la troppa tolleranza nei confronti dei sporchi negri che per giunta si ribellano.

Davvero sta passando oggi in questo paese l’idea che i negri diventano cattivi se non si fanno picchiare “allegramente” e che loro sono il problema principale della civiltà di questo paese.

Aly Baba Faye

Written by Aly Baba Faye

gennaio 10, 2010 alle 8:23 pm

Rosarno: è rivolta degli africani!

lascia un commento »

Ieri c’è stata la protesta degli africani della Piana di Gioia Tauro che ieri sera, a Rosarno, hanno dato vita ad una guerriglia urbana dopo che due di loro sono stati feriti da sconosciuti con alcuni colpi di carabina ad aria compressa. A Rosarno la tensione è alta nella comunità dei lavoratori africani per lo più impiegati in agricoltura. Le scene di ieri  ricordano la “rivolta dei neri” nel Casertano dopo l’assassinio di 6 africani da parte dei clan casalesi. Anche a Rosarno la singolare coincidenza tra la bomba alla procura e la rivolta dei africani può suggerire malizie relativa alla mano della Mafia. In ogni caso i due episodi sono significati di un clima di paura e disperazione che vede gli immigrati costretti a reagire di fronte a forme di violenze e aggressioni sempre più frequenti nei loro confronti. Spiace costatare che l’idea di una guerra contro i nemici invasori sia passata grazie ad un dibattito politico e mediatico che usa un arsenale linguistico da guerra civile. Poi non ci meravigliamo se ad un certo punto ci si trovi di fronte alla profezia che si auto realizza. Questione di “cultura”!

Written by Aly Baba Faye

gennaio 8, 2010 alle 9:35 am

Afghanistan: la tre giorni di guerra italiana

lascia un commento »

Ansa – 2 Gennaio – Settandadue ore di scontri, per i militari italiani e di Isaf, in Afghanistan. E’ quanto si apprende dal comando di Herat.”Nei giorni scorsi”, nel corso di un’operazione congiunta per il controllo di alcuni avamposti nell’ovest del Paese, ”i militari delle forze di sicurezza afghane e di Isaf, tra i quali i soldati del contingente italiano, sono stati fatti oggetto di ripetuti attacchi da parte di oltre 60 insorti”.

Colpisce il silenzio su questa tre giorni di combattimento. L’italia sta in guerra ma il popolo non lo deve sapere. Questione di pace!

Written by Aly Baba Faye

gennaio 2, 2010 alle 8:48 pm

Il nuovo Anno: Venti_Dieci

lascia un commento »

E’ arrivato un nuovo anno. Il 2010 ribattezzato Venti_Dieci. Come ogni nascitura anche un nuovo anno porta speranza. L’augurio è che il mondo sia un pò più pacificato. Un pò più sereno. Un pò più umano. Che i diritti umani e la dignità delle persone siano al centro delle preoccupazioni in ogni dove. Che chi si ammala possa trovare le cure. Chi ha fame possa trovare un pò di pane. Chi è solo possa trovare compagnia. Chi non ha lavoro lo possa trovare. E che ovunque la gente sia più serena. Che l’Anno nuovo porti venti e visioni nuove di un nuovo Umanesimo. E’ questo il mio auspicio. Per quanto mi riguarda personalmente, speriamo che me la cavo. Questione di sogno!

Written by Aly Baba Faye

gennaio 1, 2010 alle 12:29 am

Pubblicato in politica

Taggato con , , ,

Tempo di dialogo tra religioni

lascia un commento »

Oggi è vigilia di Natale. Oggi è il Capodanno islamico. Due fatti simbolici. Due religioni sorelle. La simbolica è forte. La speranza che questa coincidenza suscita è tanta. Questa volta il disposto combinato di calendari che si intrecciano sono l’emblema di un incontro nel tempo. Pensare che il giorno dell’Anno corrisponde con la celebrazione della nascita del “Bambino” suscita speranza. Che dire? Speriamo in una rinascita di un umanesimo cosmopolita in un mondo dove le diversità dialogano. E’ con questo spirito che ho postato sul mio profilo Facebook la Surat Mariama ovvero il Capitolo del Corano dedicato a Maria e alla nascita di Gesù. Per me è il modo per fare gli auguri a tutti cristiani e per sentirmi più vicino a loro. Ma è anche l’occasione per ribadire che le tre religioni monoteistiche sono sorelle. All’origine c’era Abramo, poi nell’ordine Mosé, Gesù, Maometo. Oggi con la congiunzione dei calendari mi piace che si facciano gli auguri gli uni e gli altri.  Questione di coesistenza!

Written by Aly Baba Faye

dicembre 24, 2009 alle 10:16 am